sabato 14 aprile 2012

Frittata di patate
...all'italiana, naturalmente...

Ricorda qualcosa. Qualcosa di noto; qualcosa di... visto e rivisto, trito e ripassato. 
Qualcosa di riproposto. Stucchevole, ma familiare allo stesso tempo. Come... come un bel film già visto, come Titanic in 3D (che io dico, ma il mondo ne aveva veramente bisogno? Bah! Non stiamo qui a chiedercelo); come una scusa, l'ennesima scusa già sentita (ma sempre utile); come un déjà vu.
Eureka! 

Come una bella frittata di patate!

Ma ricominciamo.
Ore 13 precise, esatte, spaccate, in punto. Sabato mattina. Il turno è finito, il mio turno, l'ultimo turno della settimana. Il più atteso, nonchè amato, ultimo minuto di turno è finalmente scoccato ed io, dopo sei giorni di fatiche, mi preparo ad affrontare il mio meritato giorno di riposo (ogni riferimento a fatti o personaggi realmente esistiti, narrati, o venerati è puramente casuale) e naturalmente non ho la minima intenzione di moltiplicare (ogni nuovo riferimento è anche in questo caso puramente casuale, inutile dirlo) inutili nonché non retribuiti minuti di permanenza sul posto di lavoro, a discapito di minuti vitali (anch'essi ahimè non retribuiti) passati a... respirare. 
Ma la vita è così, per un pensiero che se ne va ce ne è uno che viene. Ed è così che una volta rintanati nel dolce e caldo e comodo e sicuro e amorevole nido familiare in compagnia della dolce metà della mela, ci ritroviamo a dover fare i conti con un nuovo dubbio; un dilemma che diventa dramma considerato l'avvicendarsi degli eventi e la fame che incombe: dopo aver saziato lo spirito ed aver raggiunto la pace di buona parte dei sensi, come saziare il corpo? Cioè dico io, è sabato sono quasi le due ed il frigo è un pianto quindi:  Come agire? Cosa  mangiare?! Cosa, dico io?!

Poi succede l'inatteso; è strano pensare come a volte, eventi o situazioni comuni della vita di tutti i giorni ma comunque completamente estranei tra di loro possano convergere e fornire la risposta a dubbi ed incertezze che attanagliano la mente. Mistero. Fatto sta che nel telegiornale che passava di background tra il fluire dei miei pensieri ho trovato la soluzione al mio dilemma culinario.


Il caso ha voluto che in quel momento venisse narrato dalle gentili labbra sorridenti di una giornalista alquanto attempata ma tuttavia appariscente, un misfatto riguardante tanto spiacevoli quanto infausti avvenimenti riguardanti il figlio di un noto senatu... ehm volevo dire capo di partito politico (ogni nuovo riferimento a fatti o persone realmente esist... bla bla bla), in merito ad alcuni presunte spese "di partito" non correttamente giustificate.
Il solito figlio di papà che l'ha fatta fuori dal vasetto ho pensato; pensiero che nemmeno a dirlo deve essere passato contemporaneamente per le teste di molte, moltissime persone.
Ha esagerato ed ha fatto la frittata... e tutto d'un tratto, li davanti i miei occhi l'immagine si è schiarita e tutto è diventato più chiaro e visibile; proprio lì, in balia dell'alpino freddo del nord di un frigorifero in lega d'alluminio aperto ho avuto l'illuminazione, la risposta a tutti i miei dubbi: 2 (teste) d'uovo e qualche patata (francese) tagliata alla julienne, e l'Italia è servita.

Frittata di patate, all'italiana naturalmente... a pranzo e con tutto un fine settimana per digerirla.







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