lunedì 24 settembre 2012

Tutti a cena con zia Renata
... offro io (ma io chi?!?)...



Stasera tutti a cena fuori, qualcun'altro pagherà...



Prendiamola a ridere che è meglio. Guardiamo il lato positivo: il rischio attuale non è più quello di fare indigestione (non per noi comuni mortali), bensì quello di dover tornare a pane e acqua; dunque, quale miglior cosa se non quella di affogare i propri dispiaceri nell'indifferenza? 
Proprio così, l'indifferenza come arma di difesa del cittadino italiano il quale, stressato dal lavoro, prosciugato dal caro benzina, immobilizzato dal traffico, indebolito dalla malasanità, ammutolito dai costi e dai tempi della giustizia, altro non gli rimane che tagliarsi la lingua e tapparsi le orecchie per non impazzire e ritrovarsi sfogare, la sera, tutta la propria ira contro una televisione per la quale paga pure il canone (se non le rate).

E così che l'italiano si estranea dal contorno; I-phone, veline, partita la domenica e fiction il lunedì, una sorta di autocensura di massa della persona che di fronte a tanti sprechi, tanti misfatti, troppe vicende che non lo riguardano nel suo modo d'essere, preferisce far finta di niente con la speranza di arrivare alla fine dei propri giorni dignitosamente.

Lasciatemi sfogare: l'italiano, benestante o meno che sia, tira a campare. E lo fa per tutta la vita! 

Ma visto e considerato il contesto, come biasimarlo?

Quindi sai che c'è? Io prendo il buon esempio da chi mi governa: stasera cenetta al ristorante, chi paga il conto non son problemi miei.








lunedì 9 luglio 2012

Biscotti fatti in casa
... non li accettiamo da sconosciuti...

Clima rovente... l'estate è arrivata.



Gran bel viaggio culturale, complimenti a voi e a me che con gran fatica ci stiamo rinsavendo dopo cotanto anestetico mediatico dal sapor slaveggiante che è l'europeo calcistico (in attesa del prossimo). E non sarà soltanto perché il nostro Bel Paese funge realmente da recipiente per un popolo di viaggiatori, che questo europeo ha rappresentato per tutti un'occasione di rinascita e riscoperta di spirito patriottico ed appartenenza. Piuttosto questo evento -ed annessa attenzione mediatica - da un certo punto di vista passerà alla storia tramandata non tanto per le pregevoli gesta atletiche dei nostri sopracitati degni rappresentanti (ebbene sì, DEGNI), quanto piuttosto per il contesto in cui si sono sviluppati.



sabato 28 aprile 2012

Fritto di pesce
... solo (per) pesci grossi...

Giorni addietro, causa il persistente vagare di pensieri negli abissi dell'intelletto - vale a dire un labirinto, buio e mal concio, dove per rimanere in linea con questi tempi di crisi non c'è lampadina che venga accesa (per risparmiare, dai piani alti si sono tanto raccomandati...) -, ho dato fondo con sconcerto e disdicevole stupefazione, a buona parte del mio budget settimanale per saziare i bisogni dello stomaco con massimo compiacimento di quelli dello spirito: 
Fritto di pesce per me (e consorte).


Immagine sbagliata. No, non credo.

I mean; non è che il periodo storico sia poi così economicamente propizio, da permettere simili colpi di testa tutti i giorni (parlo del fritto di pesce), ma la verità è che adoro lasciarmi trasportare; alzi la mano chi, almeno una volta nella vita, non ha p a l e s e m e n t e  g o d u t o nel seguire un cattivo esempio (bene, se ora stai veramente alzando la mano, significa che il cattivo esempio sei tu, fattene una ragione).

L'esempio questa volta mi è stato dato, manco a dirlo, da avvenimenti a carattere politico.

sabato 21 aprile 2012

Pane e cipolle
...Non ci resta che piangere...


"Perché il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi."


Dunque, regola numero uno: mantenere la calma.

Sette giorni di fuoco sono trascorsi e proprio il fuoco, alla luce di quanto accaduto,  sentito, visto, rimuginato, rischia di trasformarsi in un inferno bollente senza via d'uscita. E non è che il riferimento a miti della cinematografia (miti... cinematografici, non religiosi... che poi, chissà se sono davvero tanto differenti...), statunitense e non, debbano essere sempre forzatamente riproposti, ma fatto sta che nemmeno a farlo apposta, dopo una settimana di servizi televisivi, processi contro mulini a vento, - perché oggigiorno è ormai chiaro che, contro i mulini a  vento è inutile battagliare, meglio citarli a giudizio, comodamente seduti, tanto il risultato è lo stesso - è direi, indiscutibilmente normale e capibile immedesimarsi almeno per un attimo nella figura "dell'uomo timorato".

sabato 14 aprile 2012

Frittata di patate
...all'italiana, naturalmente...

Ricorda qualcosa. Qualcosa di noto; qualcosa di... visto e rivisto, trito e ripassato. 
Qualcosa di riproposto. Stucchevole, ma familiare allo stesso tempo. Come... come un bel film già visto, come Titanic in 3D (che io dico, ma il mondo ne aveva veramente bisogno? Bah! Non stiamo qui a chiedercelo); come una scusa, l'ennesima scusa già sentita (ma sempre utile); come un déjà vu.
Eureka! 

Come una bella frittata di patate!

Ma ricominciamo.
Ore 13 precise, esatte, spaccate, in punto. Sabato mattina. Il turno è finito, il mio turno, l'ultimo turno della settimana. Il più atteso, nonchè amato, ultimo minuto di turno è finalmente scoccato ed io, dopo sei giorni di fatiche, mi preparo ad affrontare il mio meritato giorno di riposo (ogni riferimento a fatti o personaggi realmente esistiti, narrati, o venerati è puramente casuale) e naturalmente non ho la minima intenzione di moltiplicare (ogni nuovo riferimento è anche in questo caso puramente casuale, inutile dirlo) inutili nonché non retribuiti minuti di permanenza sul posto di lavoro, a discapito di minuti vitali (anch'essi ahimè non retribuiti) passati a... respirare. 
Ma la vita è così, per un pensiero che se ne va ce ne è uno che viene. Ed è così che una volta rintanati nel dolce e caldo e comodo e sicuro e amorevole nido familiare in compagnia della dolce metà della mela, ci ritroviamo a dover fare i conti con un nuovo dubbio; un dilemma che diventa dramma considerato l'avvicendarsi degli eventi e la fame che incombe: dopo aver saziato lo spirito ed aver raggiunto la pace di buona parte dei sensi, come saziare il corpo? Cioè dico io, è sabato sono quasi le due ed il frigo è un pianto quindi:  Come agire? Cosa  mangiare?! Cosa, dico io?!

Poi succede l'inatteso; è strano pensare come a volte, eventi o situazioni comuni della vita di tutti i giorni ma comunque completamente estranei tra di loro possano convergere e fornire la risposta a dubbi ed incertezze che attanagliano la mente. Mistero. Fatto sta che nel telegiornale che passava di background tra il fluire dei miei pensieri ho trovato la soluzione al mio dilemma culinario.